Io ci sono sempre quando capita.
Sono lì, testimone dei cicli esistenziali, osservo la felicità e la sorpresa e le registro. Lui o lei lo sanno e ne sono sconcertati: certo sono felici della mia presenza ma, da una parte, avrebbero preferito qualcun altro. Non che non mi vogliano, ma sono la seconda, a volte la terza, scelta. Io sono lì, e vedo la loro felicità di straforo. E’ un altro quello che fermano per strada. E se non ci scolla dal ruolo. L’amica di, la ragazza di, quella che era con, quella che è venuta dopo di. Mi sorridono e pensano: chissà se ci fosse stato un altro, quell’ altro. Ma ci sono io e sorrido.Testimone di straforo.
Sempre fuori posto.
L’alienitudine (so che non esiste) per la prima volta è a dieci anni. Ma è dai dodici che è stato un costante crescendo. Solo due anni fa un’isola non di felicità, ma di senso. E ora rieccomi qui, di nuovo, seduta sugli spalti. Ma non sgomito mica, non ho il polso allenato.

Ma hai cambiato nuovamente residenza oppure sei già a Berlino?
Perché? No, no, sono ancora nel centro che più centro non si può.
Dal tuo post pareva si stesse riproponendo la classica (soprattutto per te) situazione d’arrivo in un nuovo luogo di convivenza…
Bello
Grazie
Antonio: Ah, no, l’estraneità che si vive all’estero non mi darebbe malinconia, anche perché è del tutto naturale e fa parte dell’esotismo dell’esperienza. In realtà questa è la mia situazione cronica!
Ormai l’alienitudine fa parte del tuo DNA, o cittadina del mondo : )
E mi piacerebbe sapere perché mi han cambiato la foto….ci sono degli spettri che vagano qui!
Mi sono appena visto un film “dotato” di spiriti: vagamente inquietante.
Comunque, se mi permette signorina Sara, davvero graziosa ; )
Ma con questa faccina abbronzata che sembra la pubblicità del Colgate non ho più autorità! So di non averla mai avuta, ma una faccia più cupa contribuirebbe allo spessore intellettuale che fingo di avere. Di che film mi parli?
No, sai meglio di me che le apparenze contano solo fino ad un certo punto (a meno che tu non sia una cattiva ragazza).
Sei autorevole lo stesso ; )
Il film di cui ti parlavo era “La spina del diavolo”, di Guillermo Del Toro: non molto conosciuto, ma davvero gradevole e dotato di atmosfere non banali (Spagna franchista, orfanotrofio baraccato, bomba inesplosa in cortile, fantasma di un ragazzino morto…).
Conosco Guillermo del Toro e il titolo mi evoca qualcosa ma non riesco a metterlo a fuoco…magari lo rivedo!
L’ho becato quasi per sbaglio sul digitale terreste, me lo sono registrato e me lo sono guardato con calma.
Del toro è conosciuto per lo più per i più che mediocri “Blade 2″ ed “Hellboy”, e per il valido “Il labirinto del fauno”.
Anche Mimic non è malvagio…
Il labirinto del fauno, quando l’ho visto, mi è piaciuto molto. La guerra civile in Spagna, una bambina che legge e mostri abbastanza originali. Sì, mi è piaciuto.