Annientarsi per l’altro è tipico femminile. Anche se l’altro non ce l’ha mai chiesto.
L’amore non è una missione militare. Non servono eroi nè sacrifici. Anche se le mine nascoste non si vedono.
Ci sono donne che EMR chiama pollo surgelato: sono quelle che vivono, di propria spontanea volontà, del riflesso del loro uomo. Sono realizzate se lui ha successo, fallite se lui perde. Più frequente nelle generazioni passate, non è ancora un fenomeno scomparso. Alcune di loro tralasciano ogni aspetto della loro vita precedente credendo così di meritare in pieno l’amore di lui: ma lui non sa che farsene di un cuore ripieno di nulla.Queste donne, alla prima crepa, si guardano intorno più delle altre: perché se l’uomo è il riflesso della loro autostima e proprio questa vien meno, ecco che l’illusione di aver sacrificato tutta la propria vita per uno che non vale poi la pena , diventa una colpa devastante.
Non c’è che da scoprire il lato divertente dell’amore e mandare a fanculo tutto il resto.
Compatisco questa tipologia di donne, schiave di un’idea (o un’ideologia) antica e sbagliata.
Io non vorrei mai una donna del genere, anzi, mi farebbe quasi paura.
E non è questione di femminismo o emancipazione, è proprio questione di esistenza di base come “semplice” essere, unico, a prescindere da tutto e tutti.
Posso comprendere perfettamente la gratificazione derivante dal prendersi cura di un uomo (ma anche viceversa), ma annullare la propria esistenza per un’altra persona… lo trovo, oltre che ingiusto, puerile.
Queste persone non credo pensino ci sia un lato divertente nell’amore: come fa ad esserci quando tutto è dovuto?
Esatto, non è questione di femminismo. Anzi, avere una compagna che non dipenda come un barboncino dalla tua vita va tutto a benessere dell’uomo. E’ un errore seducente da rimpazziare con una verità severa. E scusate se cito sempre Laclos.
Laclos dice proprio bene!
Quella della donna asservita in toto è proprio una relazione pericolosa.
Sì, nel 1783 Laclos lo aveva detto. Le donne sono infelici in questa situazione e pericolose quando vogliono uscirne.
Che dire? Ci sono bisogni incomprensibili. Una cosa è certa. Nessuno può dirla, però.
Mia mamma cantava sempre: Risposta non c’è, ma forse, chissà, perduta nel vento sarà…