Kitchen

Posted: gennaio 24, 2012 in Who am I?

I tedeschi non mettono mai l’acqua sul fuoco.

Col bollitore elettrico l’acqua per la pasta è pronta in un minuto. Non hanno tempo da perdere. E chi vuole restare in cucina il meno tempo possibile ha tutta la mia comprensione. La vita è troppo breve. Viva il microonde e il reparto surgelati. Non fumo, non mi drogo e bevo poco, almeno fatemi mangiare male. Però è bella la gente che cucina,che sforna la domenica mattina. E’ come vedere gli orsi che danno la caccia ai salmoni. Uno spettacolo affascinante e esotico. Una cosa che non mi riesce e che non mi stimola il principio di imitazione. Non so dove ho letto: cucinare significa mettere ordine nella propria vita, sapere organizzarsi e saper mettere da parte. Ma è vero anche il contrario. Ci sono persone che trasferiscono la loro vita in cucina proprio per non ripulire il pantano che gli arriva alla gola. Per la loro la vita e l’amore passano da una sottiletta. Mai rifiutargli un biscotto, è un pezzo della loro unghia.

Ho anche un debole per l’uomo ai fornelli. Ma più che per un fattore erotico, è per un dispositivo di necessità. Sennò moriremmo di tramezzini.

Però i dolci mi riescono. Quando mi ricordo il lievito.

Commenti
  1. Antonio scrive:

    La signorina non si applica qui!
    Cucinare a volte è una rottura di scatole, a volte può risultare addirittura catartico.
    Premettendo che vivrei di tramezzini, a volte una bella pasta da una soddisfazione non indifferente, ancora meglio se per bollire l’acqua ci mette 1 minuto!
    Per il resto… la verdura non dovrebbe mancare mai, almeno 1 volta al giorno, così come la frutta.
    A Londra l’unica vera nostalgia che ho provato è stata per il mangiare “civile”.
    A cucinare si può imparare sempre ; )

    • Starla scrive:

      Non mi applico anche perché non mi interessa più di tanto mangiare. E i miei cibi preferiti sono abbastanza impreparabili (per il mio livello di cucina): sushi and frends

  2. Antonio scrive:

    Affermazione favolosa “non m’interessa più di tanto mangiare”.
    Io credo invece che mangiare sia una delle cose più belle da fare, mangiare bene ovviamente, anche sushi, ma anche la classica veneta poenta e renga o sardee in saor o bigoi in salsa.
    Credimi, una discussione fatta davanti ad un buon pasto… aumenta automaticamente di un livello in qualità.
    E te lo dico al ritorno da una discussione eccezionale avuta con un caro amico dopo mezzo litro di birra a 11 gradi che mi sta ancora facendo planare parzialmente : )

    • Starla scrive:

      Mangiare è bello perchè ci si accorge di essere vivi. Ma le discussioni migliori le ho avute davanti a una birra di Aldo a Venezia.

      • Antonio scrive:

        Conosco il bar Da Aldo, hanno un sacco di birre diverse!
        Comunque… forse anche gli inglesi si accorgono di essere vivi mentre mangiano, ma non si accorgono che contemporaneamente si stanno avvelenando : )
        Credo ci sia una differenza fra mangiare e nutrirsi, e noi italiani siamo quelli che generalmente lo possono capire meglio.
        Poi anch’io ho sognato più volte di rimanere chiuso in una tabaccheria e farmi fuori uno scaffale di schifezze in stile Mars, Twix, Bounty e via dicendo.
        Sogni malati…

      • Starla scrive:

        Adoravo andarci in estate, con i tavolini lungo la fondamenta. Aaaah, che meraviglia. Anch’io desidero schifezze a volte, ma merendine e snacks non mi ispirano neanche nei momenti più bui. Nutella a parte.

  3. marco4pres scrive:

    L’alcool è una droga.

  4. “Mangiare è bello perchè ci si accorge di essere vivi”
    Concordo, bella frase.
    Io sono un cuoco discreto, però senza le piacionerie del maschio ai fornelli, che cucina decantando i vini e gli ingredienti del territorio.
    Da quando c’è al mondo mio figlio mi sono comunque imposto di mettere sempre in tavola qualcosa di decente e soprattutto un pasto completo. Improvviso abbastanza con quello che c’è in casa ed i risultati sono accettabili. Ah, me la cavo anche con il sushi (che piace parecchio sia a mio figlio che a me). Magari a volte lo italianizzo un po’troppo.

    Certo, se trovo qualcuno che cucina per me (mamme, sorelle, compagne, amici particolarmente vocati) sto volentieri seduto. Poi, magari, lavo i piatti.

    • Starla scrive:

      Ecco. Non hai idea di quanto mi annoio quando a tavola parte la discussione sui vini. Ne ho conosciuti troppi, di quelli a cui si accendono gli occhi appena cominciano a ruotare il bicchiere. Che palle.
      Bravo, credo che avere un figlio sia un ottimo dispositivo per darsi da fare in cucina. Per ora, ai miei gatti, basta che apra le scatolette.

  5. Giulia Camarda scrive:

    io adoro la cucina, adoro cucinare da sola o insieme a Zito mio. Quando sono nervosa devo assolutamente impastare, immergere le mani nella farina, sentire l’odore del lievito e modellare la pasta, Mi sento come un dio, mi fa stare bene. I tedeschi non capiscano come possa piacermi mangiare “warm” e quindi cucinare 2 volte al giorno. Non so, forse mi ricorda mia nonna e mia mamma, forse perché mi piace cucinare per me stessa e per gli altri, forse perché ció che metto nel mio corpo ha per me molta importanza. Ti tocca un invito a cena o un bel pranzo domenicale :-)

    • Starla scrive:

      Ma invidio molto chi sa rilassarsi in cucina. E a volte è capitato pure a me, anche se solo con i dolci. Magari Giulietta, così finalmente mangio qualcosa di decente!!

  6. marco4pres scrive:

    “Women-friendly” perché si dice addolcisca il sapore dello sperma (devo avvertire Stephen Fry). Un altro paio di persone mi confermò d’averlo letto o sentito da qualche parte, e un esperimento da me condotto ai tempi dette risultati incoraggianti.

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