Ogni volta che se ne parla sento il mio profilo all’incontrario.
- Un italiano ama la buona tavola e lunghi pranzi in compagnia. Io più di dieci minuti a tavola non so stare, peggio dei bambini al ristorante. E parlare di cibo mi annoia terribilmente. Le mie cene ideali non superano i quindici minuti.
- Per un italiano niente batte i tortellini al ragù. Io non vivo senza: kebab, sushi, onigiri, udon, cous cous, moussakà. La pizza non conta, è universale.
- Un italiano è cattolico o ha ricevuto un’educazione in tal senso. Per me niente cresime, confessioni, messe. Crescere alla valdese è molto differente.
- Un italiano ha il senso della famiglia. Io sono a disagio a qualunque pranzo o ritrovo con più di 3 elementi di una qualunque famiglia, mia o di altri. Ho i miei genitori e mia sorella, il resto mi è indifferente.
- Un italiano ha un grande amore per le proprie origini: più sono brutte e più gli piacciono. Non mi sento legata a nessuna città nè ad una regione particolare. C’è Venezia ma è un rapporto odio-amore. E le radici lì, non le ho mai messe.
L’eccesso di orgoglio nasconde, spesso, qualcosa di oscuro: come G., che viene da una città del sud ma, chissà perchè, abita altrove. Ogni ritorno a casa è una delusione: i compaesani non la capiscono. Perchè è fuggita dall’oasi incantata trapiantata dal paradiso? Un atteggiamento di stupore/disprezzo, uno schermo difensivo che nasce da una sensazione di inferiorità. L’orgoglio eccessivo e irrazionale si sostituisce a questa sensazione, sempre difficile da sopportare.
Solo un italiano può essere fiero di abitare in una frazione di una provincia di un buco. Nonostante tutto, è qui che voglio vivere, in questa Italia ingiusta.
Ma sono qui, sempre, come turista, ecco perché giro sempre con la macchina fotografica.
![casetta[1]](http://starlainvenice.files.wordpress.com/2012/02/casetta1.jpg?w=614)
Garcia Lorca afferma “Io sono uno spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient’altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l’uomo che si sacrifica per un’idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi” (dal Corriere della Sera del 7 febbraio scorso)
Non so se c’entra molto con quello che hai scritto ma mi ero tenuta questo articolo perchè condivido questa sua idea e tu me l’hai richiamato con questo post. Ciao
Sì, mi piace questo passo. Non è che mi vergogno di essere italiana, è che mi sento poca italica. Ma non sono certo l’unica.
My home is where I’m happy, dice qualcuno.
Non so quale sia la tua casa e non so se la laguna t’ispiri più odio o più amore, fatto sta che, proprio qui a sinistra, la parola col font più bold è Venezia.
Il motivo lo conosci tu.
Berlino è parecchi livelli di “bolditudine” sotto (magari crescerà a breve), Livorno è un po’ più in la.
I lunghi pranzi in compagnia mi piacciono molto, soprattutto se la compagnia è buona come il cibo, ma spesso e volentieri mangio in pochi minuti.
Tortellini e ragù mi piacciono entrambi, ma i primi li preferisco in brodo, il secondo con la pasta, ma se proprio devo scegliere… preferisco la cioccolata.
Ho ricevuto un’educazione cattolica ma ora sono agnostico: credo che la differenza la faccia la cultura, non le le cose che ti vengono insegnate per tradizione, qualunque esse siano.
La famiglia per me ha molta importanza, non perchè i legami di sangue siano geneticamente più influenti, ma perchè ogni membro, vicino e lontano, ha influenzato la mia vita, loro sono un po’ parte di me… ed io sono un po’ parte di loro; senza di loro non sarei quello che sono. E gli amici non contano di meno.
Le mie origini mi hanno condizionato, è un fatto ineluttabile, ma non le amo e non le odio, le accetto semplicemente, nel bene e nel male. Per capire dove si vuole andare… credo si debba sapere da dove si viene.
Non sono particolarmente campanilista, amo l’Italia perchè è la culla della cultura, non perchè qui siamo bravi a giocare a calcio. Mi sento più cittadino del mondo che altro, ma le mie radici sono qui, ed anche il migliore degli alberi non è nulla senza radici.
Credo che la chiave per vivere bene sia essere persone equilibrate; gli estremismi li creiamo noi, perchè c’è sempre qualcuno più a sud o più a nord, qualcuno più a destra o più a sinistra, qualcuno più a posto o più fuori posto di noi.
Tutto è relativo.
Le mie radici sono trasportabili, come dice sempre una mia amica. Quando ti sposti sempre, è l’unica soluzione. Quando cambi spesso città e vita, è difficile mantenere gli amici. Comunque, sì, tutto è relativo, siamo tutti a sud di qualcun altro.
Mi piace il concetto di radici trasportabili : )
A differenza tua non so se riuscirei a cambiare vita così spesso, probabilmente no, in compenso so già dove mi piacerebbe passare gli ultimi anni della mia vita, e non è dove sono le mie radici.
Più spesso che mai. Quest’anno si cambia due volte.
Bene o male mi sono ritrovato italiano, ma non e` che me ne curi poi molto. E; poi, come radici, sono un bel mix. Dal confronto che ho avuto fino ad adesso mi rendo conto che ci portiamo, in positivo ed in negativo (ed anche nelle vie di mezzo – basta con gli stereotipi da manichei) una certa finezza nel pensiero.
Mi sposto spesso ma mi sento sempre legato al posto in cui sono cresciuto. Al posto e basta. Il senso di appartenenza, nella provincia della provincia, e` veramente diluito.
Comunque ho notato che a Mestre c’e` il semaforo, fuori dalla stazione, con il cronometro luminoso. Lo sapevi?
Ragionamenti sconnessi, ma e` tardi..
Certo che l’ho notato il cronometro! Ho abitato in una casetta deliziosa vicino alla stazione nel 2010. Grande estate quella. E’ sempre tempo per i ragionamenti sconnessi. Ma tu cosa fai, mi segui? Mestre, Venezia, Livorno…
In effetti è curiosa ‘sta cosa: girelliamo più o meno, per lavoro e per sollazzo, negli stessi posti.
Magari ci siamo anche incrociati, schivandoci con la faccia annoiata. E qui chiacchieriamo in armonia
Non mi dire che frequenti anche Ferrara…
Ci passo ma non spesso. Considera comunque che per lavoro bazzico gran parte del nord e centro Italia, per famiglia Toscana e Marche, per svago Venezia e dove capita.
Però aspiro ad una vita sedentaria.
Prima o poi arriverà. Attento a quello che desideri perchè a volte si avvera. A me è appena successo.