Lettera al figlio-Parte I

“Mentre scrivo queste righe, ho la sensazione che qualsiasi cosa io dica verrà usata un giorno contro di me. Sono passati appena quattro mesi dal tuo concepimento e non so ancora di che sesso sarai. I parenti e gli amici scommettono sull’uno o sull’altro, ma io preferisco aspettare la prossimaecografia.Se sei una bambina e un giorno diventerai una di quelle femministe rompiscatole, voglio mettere in chiaro che anche se qui ti chiamo “figlio” lo faccio senza nessuna intenzione sessista.

Il tuo arrivo in questo mondo non è il frutto di un incontro casuale né della dinamica naturale del matrimonio. È il risultato di una decisione che tua madre e io abbiamo preso e portato avanti nonostante molte difficoltà. Lei è una bella e dolce italiana e io, nel bene e nel male, un meticcio colombiano. La cosa triste è che sarai condannato a fare il tifo per il Junior di Barranquilla o per il Vicenza, che gioca da vari secoli in serie B.

Il ginecologo ci aveva prescritto una serie di esami e i risultati indicavano che tua madre era perfettamente a posto. Io, invece, avevo una quantità normale di spermatozoi, ma per la maggior parte molto lenti. Chiaramente latinoamericani.

So che ti trovi perfettamente a tuo agio lì dentro e malgrado la tua incoscienza spero che te la stia godendo, perché questi nove mesi saranno forse le tue uniche vere vacanze: il mondo qui fuori è pericoloso, stupido e implacabile. Ma se eviterai di leggere Paulo Coelho, di ascoltare il reggaeton e di vedere i programmi del mattino alla tv, il mondo può anche essere un posto meraviglioso. Si tratta, figlio mio, di vivere. E vivere è quasi sempre un lusso.Probabilmente nascerai nel nord Italia, in un luogo confortevole, fragrante e sicuro. Madall’altra parte del mare ti aspetta la Colombia. Ti diranno che è un paese orribile, dove c’è una guerra interminabile e dove vivono i politici più corrotti del pianeta. Ti parleranno di sequestri, narcotraffico e prostituzione.

Tutto quello che ti diranno, disgraziatamente, è vero. Ed è proprio lì che ti porterò appena sarai pronto ad affrontare dodici ore di aereo. Ti chiederai perché sto programmando di portarti in quella specie d’inferno, visto che ancora non mi hai fatto passare nemmeno una notte insonne. Non ho una risposta chiara.

So solo che sono tuo padre e che quel paese spaventoso è l’unico posto dove non mi sento fuori luogo e la felicità mi sfiora. Metà della tua famiglia viene da lì, la metà dei tuoi geni, la metà degli amici che avrai un giorno. La Colombia è parte del tuo sangue e del tuo nome e la amerai irrimediabilmente.

Il mio affetto per te è forte anche se ancora un po’ astratto. Ci avviciniamo in silenzio l’uno all’altro, come in un sogno. Sapere che esisti mi libera dal peso di essere me stesso e mi fa venire in mente progetti nuovi e sconosciuti. So che sono responsabile di quello che sarà di te e che questo è un mondo del cazzo per crescere, ma per quanto ne sappiamo è anche l’unico dove le api ronzano e i passeri ridono”

EFRAIM MEDINA REYES

Tempo

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Le gambe storte delle giapponesi ci facevano da arco. Anche la tua schiena era storta. Come la lamiera di una macchina dopo l’incidente.

Eri vuoto come un palloncino scarico. E io non sapevo quale foglia raccogliere dal tuo albero.  Le nostre ore nude sono finite. E con loro tutto il mio tempo sprecato.

Our naked hours under the white of the sleepy blanket Our naked ours forever gone forever here Still lot to say Still all to wonder And I wonder wonder why you are so deeply lost in me without birds sky can’t pray without you bed can’t say In this lost land I finally found a meaning of me In this rotten land I found me again thin hours thin bones naked hours naked ours

Connection

I used to love a boy
  He is living in the room
  He got a boyfriend
  His name is comxxpuda     
Noodles coffee plus coca cola
  Boys girls
  It’s everything is in the Comxxpuda     
I used to love a boy
  He is living in the room
  He got a boyfriend
  His name is comxxpuda     
Secret gossip on wikipedia
  Boys girls
  His everthing is in comxxpuda     
Ohohohohwa
  We all living in the world of connection
  We all living in the world on Internet
  We all living in the world you go to die
  We all living in the world of connection     
You will be popular
  You will be popular
  You will be famous in 15 minutes     
I used to know a boy
  He is living in the room
  His mom call him back home for dinner     
I used to go his home
  He is not in the room
  I looked around
  He is in the comxxpuda     
Ohohohohwah
  We all living in the end of connection
  We all living in the end on Inernet
  We all living in the end you go to die
  We all living in the end of connection     
Who are you my best friend?
  Are you a cat a dog or a chicken?
  Who are you?
  Who are you my best friend?
  Are you a cat a dog or a robert?
Who you are?     
You will be popular
  You will be popular
  You will be famous in 15 minutes
去你X的 電子計算機

Il Pinkwashing delle olimpiadi

Laurie Penny

Due cose non si possono negare

Primo: la Russia non è un Paese gay friendly.

Secondo: L’attivismo improvviso contro la Russia in difesa dei diritti dei gay è un caso di isteria collettiva. Per questo tipo di falsa simpatia verso i gay gli attivisti lgbt usano la parola pinkwashing, l’attivismo di facciata o da social network: è il caso della difesa schizofrenica e improvvisa dei diritti dei gay in Russia.

La Russia non è  il paradiso per i gay, non ci sono dubbi. Vedo con favore ogni tipo di manifestazione contro l’omofobia: il mio attivismo risale  alle elementari. Ma essere gay in Russia non è un reato punibile con la morte come in Iran o come in 38 stati africani (Cameroun, Nigeria,Uganda)  o in Iran, Mauritania, Sudan, Emirati arabi uniti, Yemen, Arabia Saudita. O con i lavori forzati come nella simpatica Giamaica, che tra un tiro di cannone e un raggamuffin, condanna i gay a dieci anni di lavori forzati. La lista dei Paesi dove essere gay è reato è lunga e comprende anche India, Antigua, Barbados, Grenada, Trinidad Malesia, Singapore Tobago e in Guyana. In Russia essere gay non costituisce reato. E’ reato fare propaganda a favore degli omosessuali e organizzare gay pride: una legge oscena, conservatrice, odiosa e discriminante. Ma mai quanto quella che impedisce alle donne di guidare negli Emirati Arabi. E di manifestazioni a favore dei diritti dei gay e delle donne negli Emirati Arabi non mi è giunta voce.

La televisione italiana ha deciso di non mandare in onda le olimpiadi di Sochi per protesta. I miei amici olandesi, invece, i giochi li stanno seguendo eccome, compresa quella ragazza che avrà un figlio da due gay (sposati of course). Non credo che l’Italia abbia molto da insegnare in tema di modernità e rispetto dei diritti umani, dato che non siamo nemmeno riusciti ad avere quei Pacs che nella cattolica Francia hanno valore dagli anni ’80.

Per questo è stato bello stamattina leggere quest’articolo di Laurie Penny, una femminista (termine da leggersi in chiave moderna) londinese. Lo trovate sull’Internazionale di venerdì 21 febbraio.

http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=53620:l-omofobia-non-c-e-solo-in-russia-l-penny

Ma sono uno stupido

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Dich nur einmal sehen und dann nie wieder muss leichter sein als dich noch einmal und dann nie wieder sehen

Dich noch einmal sehen und dann nie wieder muss leichter sein als dich noch zweimal und dann nie wieder sehen

Dich noch zweimal sehen und dann nie wieder muss leichter sein als dich noch dreimal und dann nie wieder sehen

Aber ich bin dumm und will dich noch viele Male sehen bevor ich dich nie wieder sehen kann

Vederti una volta sola e poi mai più dev`essere più facile che vederti ancora una volta e poi mai più .

Vederti ancora una volta e poi mai più dev’essere più facile che vederti ancora due volte e poi mai più .

Vederti ancora due volte e poi mai più dev’essere più facile che vederti ancora tre volte e poi mai più .

Ma io sono uno stupido

e voglio vederti ancora molte volte prima di non poterti vedere mai più.

(Erich Fried)

Foto di Mauro Ruscelli