Cronaca di una favola

248662_10201943327930662_545251258_n

Glie l’avevo detto di non uscire stanotte. Sentivo qualcosa nell’aria ma lui non mi ha dato retta”.

Stanotte il gatto biancogrigio è morto sotto le mie finestre.

Ormai non era più tanto veloce e i cani possono essere dei gran bastardi. E’ successo mentre mi stavo passando il filo interdentale. La cura dei denti è la mia nuova religione.

Era un vero personaggio della piazzetta. Schivo come un ex marine guardava sempre con diffidenza le ruote della mia bicicletta, seccato dal rumore sui ciottoli medievali. Guardava la gente passare e dormiva, non faceva molto altro, alla sua età.

Il suo padrone, un vecchietto antiquario più dolce dello zucchero, gli parlava sempre. Li vedevo fare lunghi discorsi la sera quando rincasavo, le sere d’estati li trovavo lui su una sedia in campo e il gatto in grembo. E il vecchio antiquario parlava e a volte gli leggeva anche qualcosa. La moglie sembrava venire anche lei dalle fiabe in bianco e nero. Non so molto di loro ma erano chiusi in una gentilezza introversa, in una quiete solo loro, il tempo congelato, solo loro e Minù, il gatto biancogrigio.

Che un cane molossoide debba stare al guinzaglio mi sembra un fatto ovvio. Sopratutto in una piazzetta come questa, micro oasi fermata nel tempo di Ferrara, silenziosa e abitata solo da gatti e colombi, a due passi dal centro, un pezzo di campagna senza verde.

E’ che è triste quando a perdere solo sempre quelli che non hanno mai vinto. Come questa coppia anziana, con molto poco al mondo, forse nemmeno il riscaldamento. Ma a che gli serviva finché avevano Minù.

Annunci

Wenn nicht

Il pop ci salva la vita.

Specie se canta in una lingua che non è la nostra.E’ una canzone d’amore. Su quello assoluto, su quello che non esiste.  Faresti qualunque cosa per me se lo volessi? Mi vorresti ancora se non mi conoscessi? Se state studiando il tedesco è un ottimo modo per ripassare il Konjunktiv II e il periodo ipotetico. Se volete invece conforto per le vostre pene d’amore i Locas possono dirvi solo una cosa: non cercatelo nel posto sbagliato. Che poi cosa voglia dire sbagliato non è cosa da chiedere al pop.

Wenn nicht suchst du an den falschen Orten nach Liebe!

 

Scorpioni

Black_and_White___Feet_by_Biscuits_and_Jam

Io: Ancora qui?

Scorpione: Stavo per farti la stessa domanda.

Io: Ma è gennaio. I tuoi amici, di solito, non arrivano prima di maggio.

Scorpione: Mi piace arrivare in anticipo. E poi quelli non sono amici miei. Non vedi come sono piccolo? E biondo? Sono uno scorpione di gennaio io.

Io: Sì, sei più carino di quelli grossi e neri di primavera. Ma quando cammini fai schifo uguale.

Scorpione: Parli te. E comunque ricordati le infradito. Non voglio finire schiacciato come l’altra volta.

Io: Ma a me piace andare a piedi nudi.

Scorpione: Baby, i compromessi son sempre duri.

Mobile


155691_1742237161591_2152187_n

Venezia funziona in modo strano.

 Come un accendino per la miccia, amplifica  il tuo stato d’animo all’eccesso. Quando sei felice e innamorato a Venezia  tutto sembra suonare le corde giuste, assapori la tua felicità come una caramella e più te la rigiri in bocca e più fremi di piacere. Ma se ti senti solo e in difficoltà la laguna geme insieme a te finendo per farti sprofondare in uno struggimento pericoloso e isolante. Com’è triste Venezia, cantava Aznavour.

E’ che Venezia è troppo. Troppo bella troppo vera troppo sporca troppo sublime troppo lurida troppo nascosta troppo buia troppo silenziosa. C’è troppa meraviglia troppa magia troppa aria troppa acqua troppo cielo troppo mistero.  Come una creatura degli abissi chi finisce per viverci non ci si stacca più e non si vede perché mai dovrebbe farlo. Ma devono passare almeno una decina d’anni prima che ti spuntino le pinne.

E io, intanto, sono in un eterno continuo, in un altrove mobile.

Fantasmi

une-Sisyphos1

L’innamorata: Tutto parla di te in questo agosto scarico. Il rombo di ogni motore, lo scaffale di ogni supermercato, le marche di cereali, gli stivali comprate per te, la gonna nera che non ti piaceva.

Lui: Ma non è giusto. Perché le scarpe erano per i tuoi piedi e la gonna per i tuoi fianchi.

L’innamorata: So che non sei me, che non puoi capire, che ti sei sempre dato il meno possibile, solo gocce di te. Io compro per lui quello che è per me. Ci vogliamo bene solo se ci riflettiamo nei suoi occhi. 

Lui: Non avresti dovuto.

L’innamorata: Perché a te amare non piace per niente. Io, invece, amo troppo e fare marcia indietro è dura. 

Lui: E’ terribile

L’innamorata: No, peggio. E’ invalidante. Ora non ci sei e ogni mattina bisogna appoggiare i piedi sulle piastrelle. Anche se tu non li bacerai.

Lui: Questo è assurdo

L’innamorata: Mi manca questo assurdo, questi spazi mai esistiti

Lui: Non pensavo di essere tutto

L’innamorata: E non lo sei. Ma mentre ballo immagino di farlo per te.

Lui: Ora basta

L’innamorata: Si basta. Parto

Lui:  Lo so. Potresti non  tornare più.

L’innamorata: Tornerò. Solo non sarò più come prima. E nemmeno tu.

Panna montata

1098105_335799499888397_1139187502_n

Uomo pecora: Massi dai. Tanto il francese è facile.

Io: Ah si.

Uomo pecora: Massi dai, la grammatica è quella italiana, le parole si assomigliano.

Io: Ah.

Uomo pecora: Che ci vuole?

Io: Niente davvero.

Uomo pecora: Per esempio, che so, portare, no, è porter. Non è che c’è tanto da discutere.

Io: Vero. Portare un peso è porter. Però se vuoi portare qualcosa a qualcuno, come portami il giornale allora ti serve apporter. Se invece vuoi dire portare qualcosa a qualcuno da un posto lontano allora hai bisogno di rapporter, per esempio que veux-tu que je te rapporte de Paris? O se i ladri hanno portato via qualcosa allora è emporter, se invece vuoi portare nel senso di portare qualcuno da qualche parte allora è amener, e se lo vuoi portare da un posto all’altro ti serve allora emmener.

Uomo pecora:… beh, beata te che sai le lingue

Io: Beata ‘na sega. Non è che mi sono scontrata con la colomba dello spirito santo. Ho passato tutte le estati dei miei vent’anni chiusa in casa a studiare.  E non è come andare in bicicletta. Se per un mese ti dimentichi del francese-o del tedesco- il francese si dimentica di te. Non puoi mollarla mai una lingua.

Uomo pecora: E’ un rapporto complicato il vostro.

Io: Molto, ma sa di panna montata e, in cambio, posso farmi tutte le lingue che voglio.

Uomo pecora: Ah. Suona bene.

Io: Non puoi pretendere la fedeltà da una poliglotta.